Oggi a Genova 

Adunata degli Alpini, Silvia Salis apre le porte di Genova: «Pazienza per i disagi, tolleranza zero sulle molestie»

La sindaca Silvia Salis è intervenuta in Consiglio comunale alla vigilia della novantasettesima Adunata nazionale degli Alpini: «Genova vi dà il benvenuto». Poi il richiamo alle tensioni degli ultimi giorni: «Non trasformiamo questo fine settimana in uno scontro di trincea»

Genova si prepara ad accogliere la novantasettesima Adunata nazionale degli Alpini e la sindaca Silvia Salis sceglie l’aula del Consiglio comunale per rivolgere un messaggio ufficiale di benvenuto, ma anche per tenere insieme festa, memoria, disagi, sicurezza e polemiche. Un intervento ampio, pronunciato alla vigilia di un fine settimana che porterà in città centinaia di migliaia di persone e che, nelle ultime settimane, ha già acceso il dibattito pubblico tra entusiasmo, timori, critiche, volantini, post sui social e tensioni politiche.

«Ci prepariamo a vivere un altro fine settimana nel quale Genova sarà il centro dell’attenzione nazionale», ha detto Salis, ricordando che l’Adunata torna in città dopo 25 anni. La sindaca ha definito l’appuntamento «un evento di proporzioni enormi e una grande festa per la nostra città» e ha spiegato di avere chiesto la parola «con la solennità che spetta a quest’aula» per dare il benvenuto dell’amministrazione «a tutte le alpine e gli alpini che animeranno la nostra città nei prossimi giorni».

Nel suo intervento, la sindaca ha richiamato anche il valore storico degli Alpini, sottolineando come il corpo abbia attraversato «le pagine più drammatiche e significative della storia» e abbia incarnato «uno spirito di sacrificio, di appartenenza e di senso del dovere che va ben oltre la dimensione militare». La sindaca ha poi insistito sul significato simbolico della penna nera, diventata nel tempo «simbolo di fatica condivisa, di solidarietà e di servizio».

Il legame tra Genova e gli Alpini, secondo Silvia Salis, passa soprattutto dalla ferita più dolorosa della storia recente della città: il crollo del ponte Morandi. «C’è un motivo profondo se l’Associazione nazionale alpini ha scelto di tornare proprio qui, a Genova, dopo tutti questi anni», ha detto la sindaca. «E questo motivo ha a che fare con la ferita più dolorosa della nostra storia recente. Quando il ponte Morandi è crollato, gettando la nostra città nel buio e nell’emergenza, gli Alpini sono stati tra i primi a correre in nostro aiuto. Non ce lo dimentichiamo».

Salis ha ricordato la presenza dei volontari in quei giorni, definendola «silenziosa e instancabile», fatta da persone capaci di mettersi a disposizione «senza chiedere nulla in cambio». Per questo, ha spiegato, il ritorno dell’Adunata a Genova rappresenta «il riconoscimento di un legame fraterno, stretto nel momento più buio» e «l’abbraccio e il ringraziamento reciproco tra una città che ha saputo resistere e chi le ha teso la mano nel momento del bisogno».

La sindaca ha rivendicato la scelta di raccogliere il testimone dell’amministrazione precedente nell’organizzazione dell’evento. «Per questo abbiamo raccolto dall’amministrazione precedente il testimone dell’ospitalità della novantasettesima Adunata nazionale e cercato di organizzare tutto per il meglio», ha detto. Ma non ha nascosto le difficoltà: «Le difficoltà ci sono. Ci saranno cose che il giorno dopo scopriremo se sarebbero potute essere fatte diversamente e scelte che altri avrebbero fatto diversamente. Nei grandi eventi è sempre così e chi li organizza lo sa bene».

Secondo Salis, una città che vuole avere un ruolo da protagonista deve essere in grado di gestire appuntamenti di questa portata, anche assumendo decisioni difficili. «Una città che vuole giocare un ruolo da protagonista deve mostrarsi in grado di gestire appuntamenti di questa portata, prendendo anche decisioni non semplici e spesso non popolari», ha affermato, chiedendo ai genovesi di partecipare alla festa e, a chi preferirà non farlo, «un po’ di pazienza». La sindaca ha aggiunto: «Ci saranno giorni in cui ospiteremo altri appuntamenti che faranno più piacere a loro e meno ad altri».

Nel passaggio più politico dell’intervento, la sindaca ha affrontato le tensioni degli ultimi giorni. «Il mio ruolo di sindaca non è solo quello di celebrare i momenti di festa, ma è anche e soprattutto quello di ascoltare il battito della città e non posso, né voglio, ignorare le tensioni che hanno attraversato Genova in questi ultimi giorni», ha detto in aula. Il riferimento è ai volantini, ai post sui social, alle scritte sui muri e alle polemiche che hanno accompagnato l’avvicinamento all’Adunata.

«Ho letto i volantini, i post sui social, le scritte sui muri, ho ascoltato le polemiche e quando una comunità si divide in modo anche duro le istituzioni hanno il dovere di riportare tutto al dialogo», ha proseguito la sindaca. Poi il richiamo a non usare paure e tensioni come carburante politico: «Dialogo non è cadere nella trappola del pregiudizio, ma neppure fare leva sui timori dei cittadini per trasformarli in inutile polemica politica. Vi invito a non trasformare questo fine settimana in uno scontro di trincea».

Per Silvia Salis, insulti e contrapposizioni rischiano di danneggiare sia la città sia gli Alpini. «Le contrapposizioni, gli insulti, la mancanza di rispetto da una parte e dall’altra non aiutano a festeggiare l’Adunata né a proteggere la nostra città, ma rischiano di ferire sia noi genovesi sia gli Alpini», ha detto, ringraziando poi «gli uffici del Comune e della Regione, l’Associazione nazionale alpini con i tanti volontari» impegnati nell’organizzazione.

La sindaca si è rivolta anche ai cittadini preoccupati dai disagi. «Stiamo parlando di un evento che porta centinaia di migliaia di persone nella nostra città, senza dubbio stravolge la nostra quotidianità», ha riconosciuto. «Vi chiediamo scusa ovviamente per il traffico, per la difficoltà negli spostamenti, per le chiusure e per i disservizi e vi ringraziamo per la pazienza». Salis ha poi spiegato che l’amministrazione ha applicato protocolli standard già utilizzati da altre città che hanno ospitato l’Adunata: «Chi dice che 25 anni fa era stato più semplice può essere che abbia ragione, ma in 25 anni sono cambiate tantissime cose, a partire dai protocolli di sicurezza per organizzare i grandi eventi di questa portata».

Da qui la difesa delle misure più contestate, a partire dalla chiusura di scuole, parchi, giardini e strade. «Chiudere scuole, chiudere parchi, giardini, strade non è stata una misura piacevole, ma è stata necessaria, come dimostrano anche altre città che hanno ospitato gli Alpini negli ultimi anni», ha detto la sindaca, in risposta alle critiche sollevate in questi giorni da famiglie, comitati e opposizioni.

Il passaggio più delicato riguarda le preoccupazioni espresse da molte donne, anche alla luce di episodi di molestie denunciati in precedenti edizioni dell’Adunata in altre città. Silvia Salis non ha eluso il tema: «Mi rivolgo alle donne di questa città che hanno espresso timori richiamando episodi inaccettabili avvenuti in passate edizioni dell’Adunata in altre città. Voglio dirvi che le vostre preoccupazioni non sono rimaste inascoltate».

La sindaca ha pronunciato parole nette: «In generale nessuna donna mai dovrebbe sentirsi insicura camminando per le strade della propria città. Le molestie, anche quelle verbali o travestite da goliardia, non sono folclore, sono violenza». Poi l’impegno dell’amministrazione: «Su questo sapete bene che a Genova la tolleranza è sempre stata e sarà sempre pari a zero».

Salis ha quindi spiegato che, con la collaborazione dell’Associazione nazionale alpini, sono stati rafforzati i dispositivi di prevenzione e intervento. «Con tutta la collaborazione e la grande sensibilità mostrata dall’Associazione nazionale alpini abbiamo potenziato i presidi di sicurezza, creato canali di ascolto rapido e sensibilizzato le forze dell’ordine per intervenire tempestivamente», ha detto. Ma ha aggiunto anche un limite alla generalizzazione: «Le colpe gravi e intollerabili di singoli individui nel passato non possono e non devono macchiare la storia e il presente di un’intera comunità che ha valori profondi».

Il messaggio finale è stato un invito a tenere insieme accoglienza, rispetto e responsabilità. «Genova è una città di porto e nei secoli ha fatto dell’accoglienza, dell’incontro e del rispetto reciproco la sua forza più grande», ha ricordato la sindaca. «Dimostriamo tutti che sappiamo ospitare una grande festa, garantendo rispetto per chiunque, tutelando la serenità di chi vive la città ogni giorno».

La chiusura è stata rivolta direttamente agli Alpini: «Che sia una festa vera per gli Alpini e per la nostra città. Care penne nere, Genova vi dà il benvenuto. Buona Adunata a tutte e a tutti».


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